Cento Camerelle

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Cento Camerelle

Nella fantasia popolare le Cento Camerelle erano le carceri di Nerone, immaginando che l’imperatore avesse qui i suoi nemici incatenati. Per l’archeologo A. Maiuri, rappresentava una delle grandi opere idrauliche della zona, addirittura sotto Augusto, nel II secolo d.C. si pensava facesse parte del grande complesso idrico per la flotta di Miseno e spesso erano utilizzate come deposito di materiali utili ; altri studiosi invece  pensano siano parte della villa di Quinto Ortensio. Nel XVIII secolo la regina Carolina d’Asburgo fece rompere il muro in fondo al corridoio del piano superiore per poter ammirare il golfo di Pozzuoli.

Le Cento Camerelle si sviluppano su due piani, uno superiore e uno inferiore. Si entra da uno spazioso atrio, dove è possibile notare archi a doppia volta sostenuti da undici pilastri in laterizio e pietra di tufo.

Al piano superiore è riconoscibile una cisterna datata al I sec. d.C. con quattro corridoi paralleli, comunicanti tra loro attraverso grandi arcate che reggono le coperture a volta.

Nel livello inferiore, più antico, invece, si sviluppa un sistema di cunicoli, sempre paralleli, alti quattro metri e rivestiti di uno spesso strato di intonaco impermeabile; questi ultimi sboccano sul mare, dove sono ancora riconoscibili delle peschiere di epoca romana.

Le entrate sono basse e nei muri si notano dei fori utilizzati per le lanterne.

Le gallerie , scavate nel tufo  e ricoperte di cemento, erano destinate a serbatoi della villa repubblicana.

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